mercoledì 5 dicembre 2012

Cristoforo Tontini scrive ad Ivo Iannozzi, direttore de "Il Granchio".



Gentile Direttore de “Il Granchio”,
ho avuto modo di leggere la notizia “Grillini spaccati sul portavoce” pubblicata nel box, a pagina 9, dell’ultimo numero del periodico che dirige.
            A proposito di quanto contenuto nel breve articolo, sento la necessità di esprimere alcune considerazioni.
            In primo luogo mi preme precisare che i “grillini” non si sono per niente spaccati.
            Dal gruppo costituitosi attraverso il meetup hanno lasciato intendere di voler fuoriuscire cinque persone, che, all’esito dello scrutinio successivo al ballottaggio, hanno dapprima manifestato dissenso sul metodo di votazione (accettato da tutti i partecipanti prima del voto ed istituito democraticamente attraverso il meetup), per poi esprimere perplessità di carattere personale sulla mia designazione come portavoce.
            L’affermazione contenuta nell’articolo citato “uno addirittura per delega” mi è parsa, onestamente, affascinante.
             Lo strumento della delega, pur inidoneo ad esprimere qualsiasi preferenza in sede d’elezioni istituzionali, è, invece, prassi pacifica nelle assemblee.
             La delibera concernente il ruolo di portavoce, è stata adottata, appunto, in assemblea ed il relativo verbale è consultabile sul meetup.
            L’affermazione “profonda spaccatura” mi sembra eccessiva, avendo, come detto, lasciato intendere di voler abbandonare il gruppo solamente cinque persone, su un numero ben più cospicuo di membri attivi.
            Ho avuto, poi, l’impressione che sia stata enfatizzata la presenza di un solo mio intervento sul “meetup”, come a significare che non si comprenda come io sono potuto essere stato designato come portavoce.
            Non si dà, invece, conto delle altre attività cui ho partecipato assiduamente ed attivamente, come quelle di coordinamento, le riunioni, i banchetti (ovviamente non gastronomici), le manifestazioni, le raccolte di firme e le partecipazioni a gruppi di lavoro.
            Il rischio di successive defezioni, paventato dall’articolo, in realtà non sussiste.
            I potenziali fuoriusciti sono coloro che, scontenti del risultato del ballottaggio, hanno dato ad intendere di voler abbandonare il progetto, condiviso, evidentemente, solo a determinate condizioni.
            A questo punto potrebbe sembrare che tali condizioni costituissero il vero motivo della partecipazione.
            Come potrà capire, non mi fa certo piacere che l’articolo riporti, attribuendola a fonti non identificate, la definizione “metodi da prima Repubblica” (a noi sicuramente estranei), né il successivo commento “Della serie se il portavoce è lui, a voi diamo il presidente o cose del genere.”.
            In proposito, per ciò che concerne i nostri obiettivi e metodi, mi farebbe cosa gradita se prendesse visione del nostro programma, scaricabile (nella sezione “altri”, sottosezione “file”) dal sito del meetup: www.meetup.com/I-Grilli-Portodanzesi.
            Ancora, l’espressione “si può discutere sul come”, sembra insinuare l’idea, se non di brogli, quantomeno d’irregolarità ed è bene che emerga chiaramente e nella maniera più assoluta che non ve ne sono state.           
            La chiusura “l’avventura dei grillini ad Anzio è partita male e rischia di finire peggio”, infine, oltre a non trovare fondamento in circostanze oggettive, essendo il gruppo molto soddisfatto del lavoro sin qui svolto, rischia di gettare ombre fosche sull’immagine dello stesso e, da ultimo, sulla mia.
            Cogliendo l’occasione per porgerle i miei migliori saluti e con l’auspicio di aver aperto un canale di comunicazione diretta, la prego di pubblicare questa mia, come dovuta precisazione.
Cristoforo Tontini