venerdì 16 novembre 2012

Il bullismo ad Anzio (di C.N.).



Con la Determinazione Dirigenziale n. 581 dell’11/10/2012 il Comune di Anzio ha affidato alla Ass. Nazionale “Carabinieri in congedo”- della sezione di Anzio/Nettuno il servizio di vigilanza presso tutte le sedi di scuola secondaria di primo grado. Pare che il servizio sarà eseguito negli orari di entrata e di uscita dalle scuole, assicurando quotidianamente anche un operatore sul bus di trasporto pubblico locale per il tragitto compreso tra il “Quartiere Europa” e l’Istituto Scolastico “Falcone” nel Plesso di Via Ambrosini. Il fenomeno del bullismo, purtroppo, non può stimolare l’attenzione di un apparato Comunale solo attraverso una Determinazione Dirigenziale; dove sono gli studi sul fenomeno e le indicazioni sulla trattazione di questo tema da parte degli istituti scolastici? In altre realtà territoriali ci sono tavoli tecnici permanenti attivati con i professionisti preposti alla prevenzione sociale, e richieste di collaborazioni con gli enti e le associazioni attente a questo tema. Il Bullismo è un problema che deve essere affrontato all’interno dei gruppi classe e delle scuole stesse e ciò significherebbe investire qualche soldo sull’intervento sociale fatto in modo serio, cosa che l’amministrazione di Anzio ha abbandonato ormai da tempo. Non esiste un progetto di prevenzione né per il bullismo né per qualunque problematica riferibile al disagio adolescenziale, eppure i giovani hanno bisogno di essere supportati in qualunque modo con politiche serie proiettate sul medio e lungo periodo. Se poi a tutto questo aggiungiamo che, puntualmente, quando c’è la possibilità di accedere a risorse offerte dalla Provincia e dalla Regione (fondi Unione Europea) in materia di prevenzione adolescenziale non sono presentati progetti idonei per la mancanza di studi seri sul disagio, allora la situazione diventa veramente complicata. Eppure di episodi gravi ce ne sono stati, come l’aggressione ad una studentessa dell’Istituto Alberghiero di Anzio soccorsa dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato che hanno poi identificato le due compagne, segnalando il caso al dirigente scolastico.  Questo è solo l’ultimo episodio di violenza tra ragazzi ed ormai un minore su tre (dati del Telefono Azzurro) dichiara di aver subito traumi fisici ed emozionali. Non serve quindi una parvenza di vigilanza fatta all’esterno delle scuole o sui mezzi di trasporto pubblici ma è necessario indirizzare seriamente l’attenzione verso le cause legate al bullismo ed al disagio adolescenziale che hanno radici profonde incardinate nella situazione socio-territoriale di Anzio e Nettuno. In ogni caso si segnala il progetto “Scuole Sicure” della Questura di Roma incentrato in particolare sul tema del Bullismo. Le scuole interessate possono contattare il referente del Commissariato della Polizia di Stato di Anzio al numero 069867091 o direttamente l’Ufficio Coordinamento e Pianificazione della Questura di Roma al numero 0646862820 oppure tramite Email a: questura.upgspuap.rm@poliziadistato.it.
….suggerimenti sulla prevenzione…
Per prevenire il Bullismo bisogna comunicare con i ragazzi. È fondamentale stimolare gli insegnanti ad attivarsi per individuare in tempo l’insorgere del fenomeno e arrestarlo prima che sortisca i suoi effetti, attraverso il dialogo e la comprensione. La scuola riveste un’innegabile funzione di formazione e socializzazione per i bambini e gli adolescenti: gli insegnanti contribuiscono in maniera importante alla costruzione dell’autostima dei ragazzi, ed alla sperimentazione delle loro prime relazioni sociali. Palestra per la vita la scuola è il luogo privilegiato per interventi a carattere preventivo volti a costruire una cultura del rispetto e della solidarietà tra gli alunni. L’obiettivo è la creazione di un sistema di relazioni il più possibile paritetico ed egualitario tra gli studenti, finalizzato a esorcizzare l’insorgenza di fenomeni di prevaricazione e subordinazione dei più deboli. Soprattutto nei casi di bullismo è fondamentale che l’intervento sia precoce, al fine di modificare per tempo i comportamenti inadeguati, mentre risulta meno valevole agire sulla psicopatologia ormai conclamata. L’azione preventiva deve essere rivolta a tutti gli alunni e non direttamente ai possibili bulli, poiché, al fine di un cambiamento duraturo e generalizzato, risulta più efficace agire sulla comunità che sul singolo. Il potenziale bullo non è motivato al cambiamento in quanto le sue azioni non sono percepite da lui come un problema. Anche l’intervento diretto sulla vittima, pur efficace a fini individuali, non lo è per quanto riguarda la riduzione del fenomeno: la preda cesserà d’essere tale e il bullo ne cercherà presto un’altra con le stesse caratteristiche. Per scongiurare lo sviluppo del fenomeno i docenti possono:
  • Affrontare in classe l’argomento con rilevazioni e discussioni;
  • Controllare gli spazi e i momenti meno strutturati;
  • Collaborare con alunni e genitori per rendere palesi le potenziali situazioni di prepotenza e per cercare soluzioni ai conflitti sottostanti;
  • Promuovere la comunicazione trovando il giusto equilibrio tra fermezza, comprensione e sostegno.
Per prima cosa è basilare l’ascolto: I segnali di rivolta dei ragazzi non vanno repressi sul nascere ma raccolti e analizzati come stimoli per un cambiamento. Per questo è molto importante stimolare e favorire il dialogo in un clima di chiarezza e serenità che risulti il meno punitivo e colpevolizzante possibile. In secondo luogo gli insegnanti devono porsi come modello comportamentale per i propri alunni mostrando loro come gestire in modo maturo ed equilibrato le loro relazioni sociali. Questo non significa fare le veci dei genitori, semmai vuol dire integrare la loro azione mettendo di fronte al ragazzo altre figure adulte a cui appoggiarsi e a cui fare riferimento in caso di bisogno. È fondamentale inoltre una collaborazione stretta e costante con le famiglie per far capire ai genitori che i loro figli possono assumere atteggiamenti diversi secondo l’ambiente in cui si trovano. Comunicazione e dialogo quindi: solo così i piccoli bulli crescono e cambiano. Per essere informati sulle prossime iniziative: www.meetup.com/I-Grilli-Portodanzesi - www.5stelleanzio.tk – www.anziocinquestelle.it - gruppo facebook - ufficiostampa.anzio5stelle@gmail.com - 3394438448.

 
C. N.